Il Binario 9 e 3/4 porta alla Discarica Nucleare
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"In una vita precedente devi essere stata inglese, per forza!" (Susanna)
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"...nonostante tutto sono pur sempre una donna, quindi faccio domande del cazzo che gli uomini trovano ridicole e alle quali danno risposte di circostanza..." (io stessa)
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mi hanno letta *loading* paia d'occhi
Lo sapevamo solo da nove-dieci mesi che Cristina si sarebbe sposata il 6 giugno, quindi e' ovvio che ci siano state delle cose da fare all'ultimo minuto. Quando una te lo dice con cosi' poco preavviso... e' impossibile fare tutto in tempo!
In questi nove-dieci mesi molte cose sono cambiate: eravamo tutti colleghi in una ditta un po' tirannica ma che in fin dei conti navigava a gonfie vele, adesso invece la ditta e' alla trentanovesima settimana di cassa integrazione e noi ci siamo divisi. Paola e' in ufficio tre giorni su cinque; Roberto e' in cassa da due mesi consecutivi; Alessandra e' in maternita'; io lavoro altrove da otto mesi; Cristina (la sposa) lavora altrove da gennaio e Mara e' stata licenziata il 2 giugno, alla scadenza del contratto.
Nonostante cio' abbiamo continuato a sentirci e a vederci ogni tanto per una pizza in compagnia, sempre nell'ottica del "che bello a giugno al matrimonio di Cristina saremo di nuovo tutti insieme".
Dieci giorni fa siamo usciti a cena per metterci d'accordo sui dettagli di questo famoso matrimonio. Abbiamo deciso di andare tutti insieme con una sola macchina; autista designato Roberto, xche' e' astemio e in quanto uomo e' esentato - nelle occasioni mondane - dalle tremende scarpe col tacco alto che noi donne ci ostiniamo a mettere, salvo poi lamentarci del mal di piedi e della scomodita' alla guida.
Abbiamo stabilito un accurato ruolino di marcia.
Che e' andato a farsi benedire dopo dieci minuti, xche' i soli puntuali siamo stati io e Roberto a inizio giro. Le altre tre hanno avuto una media di dieci minuti di ritardo a testa, cosa che ci ha portati ad arrivare in chiesa esattamente 25 secondi prima dell'arrivo della sposa.
(ma io ormai sono molto zen e ho pensato: "beh, almeno non abbiamo fatto tardi"... e ho cercato di dimenticarmi del fatto che, un minuto prima di uscire, ho scoperto che il mio vestito si era macchiato: non mi ero cambiata per non fare tardi, pensando che la macchia si vedeva poco e che tanto avrebbero guardato tutti la sposa....)
Cio' che mi fa incazzare sono le motivazioni dei ritardi:
- ho fatto 4 lavatrici perche' cosi' con 'sto vento asciuga tutto, dovevo finire di stendere
- mio marito non ha portato giu' la spazzatura
- mio marito e' rientrato dai lavori in giardino senza togliersi le scarpe, ed ha inzaccherato di terriccio il soggiorno che avevo appena pulito; poi mi ha detto che avrebbe fatto venire degli amici a casa stasera visto che io ero fuori, che si sarebbero fatti portare la pizza, allora gli ho dovuto fare tutte le raccomandazioni del caso xche' ho tirato la casa uno specchio e non voglio dover ricominciare da capo domani
Si potrebbe aprire un simposio sull'emancipazione femminile e l'equilibrio di coppia negli Anni Duemila.
Forse e' meglio lasciar perdere e accettare il fatto che solo io e Roberto abbiamo un coniuge collaborativo.
Mentre andiamo in chiesa e durante la messa si evidenziano i seguenti problemi:
- uh, non ho portato il riso!!! e adesso come facciamo? Non preoccuparti, il riso lo ha portato Elisa!
- accidenti, non ho moneta per la raccolta delle offerte!! Non preoccuparti, ci hanno pensato Elisa e Paola! (e abbiamo distribuito una monetina a testa, come quando si andava a messa con la mamma da bambini)
- cavolo, non ho la macchina fotografica!!! Non preoccuparti, l'ha portata Elisa!
- sta venendo brutto, e se piove? Non preoccuparti, Elisa ha portato l'ombrello!
- mi sono dimenticata l'invito!! Mi faranno entrare lo stesso? Cazzi tuoi, Elisa e Paola l'invito ce l'hanno (serve soprattuto per l'indirizzo del ristorante, ma anche per...)
- che caldo che fa, mamma mia! Dovevo portarmi un ventaglio! ...Il ventaglio Elisa non ce l'ha, ma ha l'invito, vuoi sventolarti col cartoncino?
- non mi stanno gli occhiali da sole nella borsetta... Non preoccuparti, Elisa ha portato un'elegante borsina di carta con dentro il riso, la macchina fotografica, l'ombrello e l'invito, c'e' posto anche per i tuoi occhiali da sole!
- d'accordo, il ristorante e' a Vigolzone, ma qualcuno di voi ci sa arrivare? Non preoccuparti, Elisa e' andata sul sito internet del ristorante e ha segnato sull'invito le indicazioni stradali e il telefono, cosi' se ci perdiamo abbiamo un'ancora di salvezza.
Capisco che, sapendolo con nove-dieci mesi di anticipo, avendo trent'anni di eta' E IL PROPRIO MATRIMONIO sul groppone, e' difficile ricordarsi cose come il fatto che a uno sposalizio si usa lanciare il riso... che potresti voler fare delle fotografie alla tua amica... ma vabe'....
Comunque, e' andato tutto benissimo e ci siamo divertiti un mondo.
Tranne quando mi sono rovesciata l'aperitivo addosso, creando una vistosa macchia su una delle mie gia' vistose tette. Ma pazienza. Tanto il vestito era gia' macchiato quando sono uscita di casa! :-)
mi manca la situazione ordini giornaliera. Devo cambiarti il desktop? Invece del buon uomo ti metto lo sfondo “situazione giornaliera”
Marco
Abbiamo riacquistato un cliente.
Abbiamo perso il Responsabile di Produzione (che forse e' un bene).
Abbiamo il panico in Laboratorio, per lo spostamento a RProd di una persona che prima seguiva la Qualita'.
E piove.
E il magazziniere sclera.
E non ho il tempo di andare in Camera di Commercio a ritirare un certificato che pronto da una settimana.
E ricevo migliaia di chiamate da trasportatori che vogliono presentare delle offerte.
Pero' un autista lussemburghese oggi mi ha regalato dell'ottimo cioccolato.
E ho messo uno sfondo nuovo di Joshua Jackson alla mia compagna di banco, cosi' e' contenta.
Te l'avevo detto che non mi piacevi, caro commerciale della ditta G.
Ti ho dato comunque delle possibilita'.
Le hai sprecate tutte. Hai voluto alzare la cresta quando avevi torto.
E adesso e' inutile che mandi e-mail striscianti per cercare di rabbonirmi, a me soltanto, togliendo dalla copia conoscenza tutti gli altri interessati.
Tu con me non ci lavori piu'.
Non ti preoccupare per aver tolto il tuo capo dai destinatari in copia: ci penso io a farglielo sapere.
Il mio contratto, in scadenza al 26 aprile, sara' rinnovato.
Parola del capo.
Per quanto ancora non lo so, si e' parlato di "piu' di sei mesi"... suppongo ancora a termine... ma l'importante e' avere una scrivania cui andare ogni mattina.
Anche se gli ordini sono calati di un bel po'; anche se possiamo fare straordinari esclusivamente pre-autorizzati (e ovviamente non ti autorizzano un cazzo); anche se ho dovuto farmi un tot di giorni di ferie che ancora non ho maturato e probabilmente mi ci vorranno tre anni saldare il debito.
Ma non sono a spasso.
E vai!
PS: da un paio di giorni c'e' in giro, a diffusione nazionale, una nostra pubblicita'. State attenti.
Stavo dettando al telefono il nostro indirizzo a un trasportatore.
"Via Giovanni Ventitreesimo numero trentacinque", dico.
E il mio interlocutore chiede:
"Giovanni Ventitreesimo il Papa, vero?"
...
....
.....
.........
... speechless ...
...vorrei tanto dirti che l'avevo capito perfettamente gia' da eoni di tempo. E non sono l'unica.
Oggi pomeriggio al lavoro e' successo un guaio.
Ve la faccio molto breve: e' arrivata in anticipo una fornitura di materiale biologico che va tenuta al fresco, quindi e' stata stoccata in cella frigo, riempiendola fino all'orlo.
Peccato che lo spazio in cella ci servisse per tenere del sorbetto fino a lunedi', quando lo avremmo mandato in deposito al trasportatore che ci fa il servizio refrigerato.
Morale della favola: alle ore 15.15 ci e' stato intimato dal Responsabile di Produzione di far portare via 6 bancali di merce. Immediatamente.
Praticamente una missione impossibile.
Comunque io e la mia validissima compagna di banco ce l'abbiamo fatta, abbiamo trovato un corriere che potesse portare la merce al volo al deposito frigo.
Peccato che dopo dieci secondi sia arrivato il nostro capo, e ci abbia fatto un culo a capanna per questa situazione. A mio avviso a torto, visto che la gestione della cella era stata calcolata giusta: sono state la Produzione e l'Ufficio Acquisti a far entrare materiale in anticipo senza dire nulla!
Comunque, il capo - dopo avermene dette di tutti i colori - mi ha intimato di farmi fare il trasporto gratis dal corriere rimediato al volo, altrimenti non sarebbe andato via neanche un flacone.
E io, vergognandomi come una bestia, ho dovuto obbedire.
Ho chiamato questo corriere, che mi aveva gia' fatto un immenso favore dandomi un camion in cinque minuti, e gli ho detto che non mi doveva fatturare nulla.
Perche' non esiste l'obiezione di coscienza per gli impiegati commerciali?
Visto che oggi sono a casa, ho colto l'occasione per andare ad esplorare un nuovissimo ipermercato appena aperto qua in zona.
L'ipermercato si trova di fronte all'ospedale e confina sul retro col cimitero, ragion per cui:
1) e' un posto che mette allegria al solo pensiero :-)
2) il parcheggio e' strapieno anche alle 4 del mattino
3) la gente affluisce da ogni dove (c'e' infatti chi, posteggiando al camposanto, poi si dirige a piedi all'ipermercato) creando caos fra pedoni, carrelli, auto in manovra.
Mi accorgo immediatamente che i parcheggi sono stretti, con corsie strette, e maledettamente popolati da macchinazze superlunghe+superlaghe, nonche' da SUV.
Mi accorgo poco dopo che non potro' prendere il carrello: ingoia solo monete da 1 EUR e non c'e' un cambiamonete. Io, che dal 1998 vado in giro con un cinquecento lire apposta per il carrello, non posso far altro che prendermela in culo. Opto per due giri col cestinetto, tanto non ho fretta, sono in perlustrazione.
Entrata nel fatato mondo dell'ipermercato, resto sbalordita dalla suddivisione delle corsie. Deve averla progettata un giocatore di freccette, che ha abbinato i prodotti lanciando i dardi contro il bersaglio.
Altrimenti non si spiega perche' ci siano a destra i bagnoschiuma e a sinistra calze e mutande.
Corsia seguente: a destra shampoo, a sinistra reggiseni.
Il criterio si fa piu' misterioso ancora quando trovo una corsia mista integratori alimentari e peluches.
Mah.
Per entrare nel reparto ortofrutta farebbero prima a piazzare un metaldetector con porta doppia come nelle banche. Non esiste insalata che costi meno di 3 EUR al chilo. Risultano convenienti rispetto a dove faccio la spesa abitualmente soltanto banane, mele, arance e pompelmi, quindi ne faccio incetta. Pero' mi segno: i prezzi che sto pagando sono im offerta. Bisogna vedere quando staranno a prezzo pieno.
Mi piace molto il reparto pane self-service, mi ricorda la Gran Bretagna. Peccato solo che, invece della pinza, si debbano usare i guanti. Cosi' il cliente medio mette il guanto, apre il cassettone del pane toccando la maniglia lurida, prende i panini col guanto che ha toccato la maniglia lurida. L'altra mano ce l'ha occupata col sacchettone di carta, come fa? Vabe'. Sono io che sono troppo rompicoglioni, lo so.
Controllo un po' di altri prezzi e me li annoto, passo la prima volta alla cassa dove una giovane donzella con altra in affiancamento non ha nessun problema con la mia carta mutifunzione. Anzi, spiega all'altra cosa fare quando le danno una carta col chip.
Io do' sempre anche la carta d'identita'; la signorinella la controlla, mi fa lo scontrino, tanti saluti.
Torno dentro per il secondo giro. Niente da rilevare tranne le solite teste di cazzo che dormono in mezzo alle corsie o cercano le giraffe, percio' guidanoil carello dritto nelle tue caviglie.
Cambio cassa, e qui c'e' una commessa piu' anziana, meno gentile, alla quale porgo carta col chip e carta d'identita' dicendo: "Carta, per favore".
Lei mi abbaia che il documento non serve e intanto digita BANCOMAT, xche' mezzo secondo dopo mi chiede: "Ma e' una carta col PIN?".
"No signora, e' una carta di credito, per questo le ho dato il documento"
"Ma il documento tanto non serve! Riprovo!"
Riprova, digita CARTA, e tutto fila liscio come poco prima all'altra cassa.
'Sta cosa che 'il documento non serve' pero' me la son legata al dito.
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Non so se nella vita precedente ero un gatto. Pero' spero di esserlo in quella futura!
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io, anni fa, discutendo con degli ingegneri
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una cassiera alla pompa di benzina del Carrefour di Nichelino (TO)